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Mediazione: eliminate le incompatibilità per gli avvocati mediatori


Finalmente risolta dal giudice amministrativo la querelle sorta in ordine alle incompatibilità introdotte dall’art. 14-bis nel Decreto del Ministro della Giustizia del 18.10.2010 n. 180 che, in particolare, escludeva la possibilità per un mediatore di essere parte ovvero di rappresentare o in ogni modo di assistere parti in procedure di mediazione dinanzi all’organismo presso cui fosse iscritto o relativamente al quale fosse socio o rivestisse una carica a qualsiasi titolo, estendendo altresì il divieto ai professionisti soci, associati ovvero esercitanti la professione negli stessi locali.

La norma dichiarata illegittima, infatti, non teneva conto dello spirito informante la normativa in materia di mediazione che, in relazione allo speciale ruolo dell’avvocato in mediazione, ne aveva previsto un notevole potenziamento, giungendo a prevedere di diritto l’abilitazione di mediatore per l’avvocato (art. 16 c. 4-bis del D. Lgs. 28/2010, come modificato dal D.L.21 giugno 2013 e convertito dalla L. 9 agosto 2013, n. 98). A fronte , quindi, di una riconosciuta competenza dell’avvocato in questo settore, l’impossibilità per il medesimo di assistere il proprio Cliente in una mediazione innanzi ad un Organismo ove esso risultasse iscritto come mediatore appariva una limitazione oltremodo ingiustificata sol considerato, per un verso, che - in pratica - alcuna apodittica incompatibilità dell’avvocato era deducibile dalla mera iscrizione presso quell’Organismo, non sussistendo alcun vincolo “strutturale” tra il mediatore e l’Organismo, se non la mera possibilità della designazione allo svolgimento di incarichi di mediazione e, per l’altro verso, che poteva ben accadere che la detta incompatibilità, in alcune più ristrette realtà territoriali, risultasse – di fatto – del tutto  preclusiva dell’ individuazione di un Organismo compente, atteso che un avvocato (che ex lege può essere iscritto in un massimo di cinque Organismi) poteva essere iscritto in tutti gli Organismi presenti “nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia” (art. 4, c. 1, D. Lgs. 28/2010).

Queste, unitamente al rilievo che mancava - nel D. Lgs. 28/2010 - una delega al Ministero della Giustizia per disciplinare eventuali ipotesi d’incompatibilità, alcune delle argomentazioni recuperate dalla sentenza n. 3989, emessa dal TAR il 1° aprile 2016, che ha dichiarato la nullità del predetto art. 14-bis e della successiva Circolare 14 luglio 2015 emessa dal Ministero della Giustizia che ne aveva confermato la legittimità.

 

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