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La mediazione demandata dal giudice deve essere “effettiva”


Questo lo slogan lanciato dalla sentenza pronunciata Tribunale di Firenze, 19 marzo 2014, la quale, oltre a contenere l’ordine alle parti di adoperarsi per il raggiungimento di un accordo ai sensi del D. Lgs. n. 28/2010, precisa altresì la modalità con cui tale tentativo dovrà essere esperito.

La pronuncia si apprezza particolarmente, poiché essa recupera la vera essenza della procedura conciliativa che, lungi dal ridursi ad un mero orpello formale propedeutico al giudizio, deve invece svolgersi alla presenza personale delle parti le quali, consapevolmente e fattivamente, dovranno cooperare con serietà al tentativo di componimento bonario della controversia che le vede coinvolte.

Date queste premesse, ad avviso del giudice fiorentino, “ritenere che la condizione di procedibilità sia assolta dopo il primo incontro, in cui il mediatore si limiti a chiarire alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione, vuol dire in realtà ridurre ad un’inaccettabile dimensione notarile il ruolo del giudice, quello del mediatore e quello dei difensori”.

D’altra parte, la funzione informativa cui è preposto l’incontro preliminare di programmazione di cui al novellato art. 8, comma 1, D. Lgs. n. 28/2010 non può che rivolgersi alle parti, giacché i difensori, in quanto professionisti del diritto, sono già edotti della caratteristiche e delle implicazioni della procedura.

Inoltre, poi, nello specifico caso della mediazione delegata, deve altresì ritenersi che il giudice, in forza del suo potere autoritativo, abbia già svolto la valutazione di “mediabilità” del conflitto e che tale valutazione si sia svolta nel contraddittorio tra le parti: risulterebbe, infatti, irrazionale immaginare, da un lato, che il giudice ordini alle parti di andare innanzi ad un organismo accreditato per svolgere una mera sessione esplicativa, in considerazione altresì del ruolo informativo cui sono già tenuti, ai sensi dell’art. 4 del D. Lgs. n. 28/2010, gli avvocati nei confronti dei propri clienti prima d’intraprendere la causa e, dall’altro lato, che la condizione di procedibilità – a seguito della L. n. 98/2013, prevista anche per l’ipotesi della mediazione delegata dal giudice – possa ritenersi assolta a seguito della conclusione con un mancato accordo del primo incontro di programmazione dove il mediatore si sia limitato soltanto a descrivere alle parti le caratteristiche della mediazione.

In conclusione, secondo il magistrato di Firenze, attese le indubbie ambiguità della normativa, occorre fornire un’interpretazione adeguata alla “ragion d’essere della mediazione” ed affermare la necessità che le parti compaiano personalmente ed assistite dai propri difensori e che la mediazione sia effettivamente avviata.

Tutto sta adesso a capire, nella pratica, quando possa ritenersi “effettivamente avviata” la mediazione e con quali strumenti il giudice possa, in concreto, venire a conoscenza del corretto assolvimento di tale incombente, giacché il confine appare molto labile e complicato dalle previsioni normative che prevedono, per un verso, la gratuità del primo incontro che si concluda con un mancato accordo (art. 17, c. 5-bis, D. Lgs. n. 28/2010) e, per l’altro verso, l’assolvimento della condizione di procedibilità della domanda laddove il primo incontro si concluda con un mancato accordo.

Alla luce di tali dati normativi, in caso di mancato accordo, affinché possa apprezzare l’avvio effettivo della mediazione e, dunque, l’ottemperamento alla condizione di procedibilità, il giudice avrà come unico elemento di valutazione l’avvenuto pagamento dell'indennità di mediazione, cosicché le parti, che non vogliano accordarsi, ma che neanche vogliano correre il rischio di una chiusura in rito del processo, saranno indotte al pagamento dell'indennità di mediazione al fine di poter dimostrare al giudice di aver adempiuto “effettivamente” al tentativo di conciliazione.

Da tali (estreme) conseguenze non pare però che – ancora una volta – la mediazione possa ritenersi “effettivamente” tentata …

Allegati scaricabili

Tribunale di Firenze, 19 marzo 2014

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