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PERSONALIZZAZIONE E DANNO DA PERDITA DI CHANCE: IL RISCHIO DI ...

Scritto da Martina Gerbi il 09 Nov 2016

Con la sentenza in commento, la Suprema Corte, torna a ribadire alcuni principi fondamentali in tema di danno alla persona, con particolare riferimento alla necessità di evitare duplicazioni dei risarcimenti.

L’occasione le viene fornita dal ricorso per la riforma della sentenza della Corte d’Appello di Bologna presentato dal giovane (15 anni all’epoca dei fatti) rimasto gravemente ferito in esito ad un tragico incidente stradale (postumi quantificati in 90 punti di invalidità permanente).

Tra i vari motivi di doglianza della parte ricorrente, vi era la presunta violazione, da parte del giudice territoriale, delle regole generali in tema di risarcimento del danno ...


Se la chance è incerta non può essere risarcita

Scritto da Elisa Serani il 31 Ott 2016

Una donna vede ritardata la diagnosi del proprio tumore, la colpa medica è acclarata ma non è possibile calcolare precisamente il tempo di maggiore sopravvivenza in presenza di una diagnosi (e trattamento) più precoce, conseguentemente il danno è incerto e non può essere risarcito, neppure in via equitativa.

Lo sostiene il Tribunale di Rimini in questa interessante sentenza dove, per stessa ammissione dell’estensore, la ricostruzione teorica del danno da perdita di chance si discosta dalla “vulgata giuridica prevalente (anche nella giurisprudenza della Corte di Cassazione)”.

A parere del Giudice infatti, anche a voler considerare la perdita di chance come ...


Il danno da perdita del rapporto parentale va risarcito anche ...

Scritto da Elisa Serani il 05 Ott 2016

I medici ritardano l’intervento al cuore ed il marito muore anzitempo. La moglie agisce in giudizio per ottenere il ristoro dei danni non patrimoniali subiti.

In questa interessante sentenza, il Tribunale di Treviso affronta il problema del risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale nel caso in cui il ritardo colposo nell’esecuzione dell’atto medico non abbia causato la morte del congiunto, bensì ne abbia solo diminuito le chance di sopravvivenza.

Il Tribunale infatti, non risarcisce iure hereditario il danno subito in vita dal marito per aver perso occasioni di sopravvivenza a causa della colpa dei medici che lo ebbero ...


Requisiti per l’applicazione della responsabilità ex art. 2051 c ...

Scritto da Federico Russo il 15 Giu 2016

Sentenza Cassazione civile, sez. III, 22.03.2016, n. 5622 e sentenza Tribunale di Chieti, 02.02.2016, n. 62

Le due sentenze in commento hanno ad oggetto fattispecie relative a danni subiti da soggetti che lamentano l’applicabilità della disciplina dettata dall’art. 2051 c.c., con riferimento, nel caso della pronuncia della Suprema Corte, ad una caduta su una lastra di ghiaccio presente sul manto stradale, e nell’ipotesi della decisione di merito, invece, ad una caduta avvenuta nell’utilizzo di una scala mobile sita all’interno di un centro commerciale.

Pur trattandosi di giudizi instaurati contro soggetti convenuti diversi, e nello specifico ...


La lesione del diritto alla parità di trattamento nell’accesso ...

Scritto da Valentina Ceccarelli il 02 Giu 2016

La sentenza in commento desta interesse sia per le argomentazioni giuridiche affrontate, che per l’attualità dei riflessi sociali. La questione, infatti, trae origine dall’esclusione dell’attrice da una selezione per ottenere un lavoro come hostess ad una fiera, in quanto la ragazza, cittadina italiana di religione musulmana, si sarebbe rifiutata di togliere il hijab,  ossia il velo che copre i capelli lasciando scoperto il volto. Secondo la società convenuta – un’agenzia di ricerca e selezione di personale-, l’utilizzo del velo era incompatibile con le richieste dell’azienda cliente. La giovane promuoveva, dunque, ricorso ex art. 28 D.Lgs. 150/2011 avverso tale ...


Il danno non patrimoniale da perdita del rapporto parentale spetta ...

Scritto da Luca Molinari il 23 Mag 2016

La sentenza in commento tocca un aspetto di grande attualità, ossia quello della tutela giuridica di rapporti familiari differenti rispetto a quelli “tradizionali”.

Nel caso di specie, un ragazzo di 18 anni perdeva la vita in un incidente stradale. In corso di causa, era dimostrato come la vittima vivesse, dall’età di cinque anni, con la madre e la convivente di quest’ultima, pur avendo mantenuto rapporti con il padre anche dopo la fine del matrimonio tra i propri genitori.

Ante causam, l’assicurazione risarciva (parzialmente) il padre del ragazzo e la madre di quest’ultimo, ma riteneva di escludere dai legittimati al risarcimento ...