La qualità di paziente “medico” non esclude l’obbligo di acquisizione del consenso informato

Attenzione: apre in una nuova finestra. StampaE-mail

Corte di Cassazione, sentenza 18 settembre – 27 novembre 2012, n. 20984

L’obbligo di acquisizione del consenso reale ed informato al trattamento sanitario sussiste anche in caso di paziente “medico”. Questo è il principio in forza del quale la Corte di Cassazione, con la sentenza 20984/2012, cassa con rinvio la pronuncia della Corte di Appello di Torino che, sulla base di un ragionamento esclusivamente presuntivo, aveva ritenuto che il paziente, proprio perché medico nella stessa struttura ospedaliera presso cui si era sottoposto al trattamento sanitario lesivo, avesse le cognizioni scientifiche per rendersi conto dei rischi della terapia e che, per tale ragione, vi si fosse volontariamente e consapevolmente sottoposto.

La Suprema Corte precisa che i principi acquisiti nella giurisprudenza di legittimità in materia di consenso informato non mutano in considerazione della qualità del paziente e ciò in quanto la finalità dell’informazione che il medico è tenuto a dare è quella di assicurare il diritto all’autodeterminazione del malato, il quale deve essere libero non solo di scegliere tra le diverse possibilità di trattamento medico, ma anche, eventualmente, di rifiutare o interrompere una terapia. Parimenti, anche in caso di paziente “medico”, il consenso non può essere presunto, ma deve essere effettivo, con la conseguenza che, contrariamente a quanto aveva ritenuto la Corte territoriale, non si determina un’indebita inversione dell’onere della prova, con il paziente “medico”gravato della dimostrazione di non aver acquisito una sufficiente conoscenza dei rischi cui era esposto, ma sarà il sanitario che, a fronte dell’allegazione di inadempimento del paziente, dovrà provare di averlo reso compiutamente edotto in ordine al trattamento sanitario e di averne ricevuto il necessario consenso. La qualità del paziente potrà, invece, incidere sulle modalità e sul contenuto dell’informazione, le quali possono variare in considerazione del grado di conoscenze specifiche del malato e che, quindi, in caso di paziente “medico” potranno essere parametrate alle sue competenze specifiche.