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In evidenza

  • 30.10.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Con sent. 16 ottobre 2014, n. 235, la Corte costituzionale, riuniti i ricorsi proposti da una serie di giudici di merito, afferma la legittimità costituzionale, in relazione agli artt. 2, 3, 24, 32, 76 e 117 Cost., dell’art. 139, d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), istitutivo, com’è noto, nel settore dei danni da circolazione di veicoli a motore e natanti, di limitazioni legali al risarcimento del danno alla salute “micropermanente”, cioè per i postumi da lesioni minori o uguali ai 9 punti percentuali d’invalidità (1).

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  • 25.10.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Tribunale di Padova, sent. 7 febbraio 2014

     Tribunale di Trento, sent. 13 giugno 2014

    Come recita il titolo di un celebre film: “I figli... so' pezzi 'e core”. E’ innegabile che quando, a causa di un altrui fatto illecito, il proprio figlio arrivi a rischiare la vita, i genitori subiscano un elevato grado di stress, ansia e sofferenza morale legato alla paura di perdere il proprio bambino.

    E’questa una posta di danno risarcibile?

    Dipende dal Giudice adito dovremmo rispondere, dal momento che due pronunce, rispettivamente, del  Tribunale di Padova e del Tribunale di Trento paiono pensarla in modo radicalmente opposto.

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  • 25.10.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Tribunale di Milano 17 luglio 2014

    Il tribunale di Milano con la sentenza in commento rimette in discussione l’inquadramento del sistema della responsabilità civile da errore medico a seguito della c.d. legge Balduzzi (L 189/2012) che è stata oggetto secondo l’estensore di «diverse opzioni interpretative e di applicazioni giurisprudenziali non sempre convincenti».

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  • 01.10.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Cass. 16133/2014

    Nella sentenza in commento la Suprema Corte viene nuovamente chiamata a pronunciarsi sui limiti della risarcibilità del danno non patrimoniale quando derivi da una previsione legislativa ad hoc; l’accertamento della gravità della lesione e la serietà del danno sono comunque passaggi necessari?

    La vicenda prende avvio da un ricorso proposto ex art. 152 del D.lgs. 196/2003 da due ex studenti specializzati appartenenti all’Ente intimato, i quali ritenevano che la condotta della convenuta, che aveva pubblicato on line alcuni significativi dati personali degli interessati, avesse violato il loro diritto alla riservatezza e dunque integrasse un illecito trattamento dei dati personali. In particolare, durante il giudizio veniva fornita la prova della facile reperibilità delle generalità dei ricorrenti da parte di tutti gli utenti di internet e ciò grazie ad un file excel pubblicato dall’Università convenuta. Il Tribunale di Roma accoglieva la domanda e disponeva la cancellazione dal web dei dati personali ed identificativi dei ricorrenti e condannava l’Università al risarcimento dei danni non patrimoniali patiti dagli stessi quantificati in € 3.000,00 ciascuno.

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  • 29.09.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Tribunale di Palermo, sez. I, 19.03.2014 n. 1579 

    Con la pronuncia in commento la Corte di Palermo si trova a decidere in ordine alla domanda di risarcimento del danno (espressamente definito esistenziale e morale) formulata nei confronti dell'Ospedale convenuto dalla donna che ivi si era vista erroneamente diagnosticare una pleurite neoplastica bilaterale ed una pericardite da carcinoma renale sinistro in fase metastatica.

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Tabella sul risarcimento del danno morale da morte in Cile

22 Dicembre 2013 di Luca Nocco in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Dal Prof. Dr. JOSE LUIS DIEZ SCHWERTER, Preside della Facoltà di Giurisprudenza della Università di Concepción (Cile), già Visiting Scholar presso la Scuola Supertiore Sant'Anna,  riceviamo la seguente informazione, di notevole interesse per gli studi sul risarcimento del danno alla persona in chiave di diritto comparato, che volentieri pubblichiamo.

Lo scorso 25 ottobre, la Corte Suprema di Giustizia cilena, insieme all'Università di Concenpción, ha implementato una “Tabella statistica giurisprudenziale sul risarcimento per danno morale derivato da morte” (“Baremo estadístico jurisprudencial sobre indemnización de daño moral por muerte”) come risultato di un accordo di cooperazione scientifica e tecnologica sottoscritto dalle suddette istituzioni.

Nello svolgimento del lavoro si è costituito un gruppo di esperti dell'area giuridica, statistica e informatica.

La suddetta tabella è la prima esperienza di questo genere in Cile ed è liberamente consultabile nel sito ufficiale del "Potere Giudiziario" cileno, al link:

http://baremo.poderjudicial.cl/BAREMOWEB/
 

La tabella contiene attualmente dati di approssimativamente 1200 sentenze, dettate  in circa 900 processi civili e penali, estratte dal sistema informatico del Potere Giudiziario, e permette di realizzare ricerche basate sulla combinazione di criteri specifici (riguardo al deceduto, all'attore, al convenuto e al tribunale), così come è pure possibile consultare tabelle generali prestabilite riguardo a certi aspetti. In entrambi i casi si trovano somme minime, massime e medie delle somme di risarcimento stabilite nelle sentenze che coincidono con i criteri di ricerca inseriti. Inoltre le stesse sentenze sono consultabili direttamente e integralmente attraverso questa applicazione.

 

Pubblicato l'Osservatorio della giurisprudenza in materia di danno alla persona

9 Dicembre 2013 di Luca Nocco in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

E' stato pubblicato, sul numero 12/2013 di "Danno e responsabilità", l'Osservatorio della giurisprudenza in materia di danno alla persona.

L'opera, elaborata con il contributo dei collaboratori dell'Osservatorio, si inserisce nelle consolidate linee di ricerca affrontate in seno all'Osservatorio stesso e costituisce un aggiornamento dell'analoga ricerca apparsa due anni e mezzo fa sulla stessa Rivista (http://www.lider-lab.sssup.it/lider/it/odp/in-evidenza/280-speciale-dellosservatorio-sul-danno-alla-persona.html) e delle precedenti pubblicazioni dell'Osservatorio (fra cui Aa.Vv., Osservatorio della giurisprudenza in tema di danno alla persona, in Danno e responsabilità, 2007, 353 e ss. e A. D’Angelo, G. Comandé, D. Amram (a cura di), La liquidazione del danno alla persona, Milano, Il Sole 24 Ore, 2010).

Lo scopo della pubblicazione è quello di tenere costantemente monitorato un settore in perenne fermento legislativo e giurisprudenziale, oltre che dottrinale, attraverso l’archiviazione dei dati giurisprudenziali più rilevanti nel database dell’Osservatorio, gratuitamente consultabile previa registrazione al sito, nel quale sono reperibili, fra le altre, tutte le pronunce citate nel presente studio.

 

Il danno da perdita da chance non spetta ai prossimi congiunti.

2 Dicembre 2013 di Giovanni Pagano in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Tribunale di Cremona, sezione civile speciale, ordinanza del 24.10.2013 n. 542

Non sempre i provvedimenti di rigetto sono negativi. A volte, come nel caso di specie, risultano estremamente utili agli operatori del diritto per inquadrare meglio la natura dell’interesse leso e, conseguentemente, il petitum della domanda. L’ordinanza di rigetto del Tribunale di Cremona infatti, nel ribadire l’indirizzo maggioritario espresso dalla Cassazione in tema di perdita di chances (quale «concreta ed effettiva occasione favorevole di conseguire un determinato bene o risultato, intesa come entità patrimoniale a sé stante, giuridicamente ed economicamente suscettibile di autonoma valutazione, onde la sua perdita configura un danno concreto ed attuale») inaugurato con la ormai nota sentenza n. 4400/2004, ha precisato che i prossimi congiunti del de cuius non sono legittimati ad agire in giudizio per richiedere tale tipologia di danno. I soli legittimati, infatti, sarebbero esclusivamente gli eredi del defunto.

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World Technology Award 2013

22 Novembre 2013 di Lider Lab staff in Ricerca > News in evidenza

 World Technology Award 2013

La Prof.ssa Erica Palmerini ha ricevuto il World Technology Award 2013 per la categoria Law, un premio internazionale assegnato, all’interno di una rosa di finalisti, a quanti si distinguono per contribuire alla crescita e all’innovazione tecnologica in 30 diverse categorie. Il riconoscimento è stato annunciato durante una cerimonia tenutasi a New York il 15 novembre scorso, al termine di una conferenza a cui hanno partecipato i nominati di ogni categoria, chiamati a presentare le loro ricerche e il loro contributo allo sviluppo tecnologico, e numerosi altri delegati. La procedura di individuazione dei candidati avviene tramite il World Technology Network, una comunità composta dai membri selezionati attraverso le precedenti edizioni del premio.

http://www.wtn.net/summit2013/winners.php




 

MOBBING C.D. ORIZZONTALE: LA RESPONSABILITÀ DEL DATORE DI LAVORO “CONSAPEVOLMENTE” INADEMPIENTE

12 Novembre 2013 di Valentina Ceccarelli in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Cass. 18093/2013

Con ricorso avanti al Giudice del Lavoro del Tribunale di Torino, un lavoratore chiedeva l’annullamento del licenziamento comminatogli a seguito di un procedimento disciplinare, con la conseguente applicazione della tutela reale ex art. 18 St. Lav., oltre al risarcimento del danno biologico, morale ed esistenziale patito a seguito delle continue vessazioni e mortificazioni a cui era stato sottoposto sul luogo di lavoro da parte di un collega suo superiore gerarchico. Tali domande, rigettate in primo grado, venivano accolte dalla Corte di Appello di Torino, la quale, oltre ad annullare il licenziamento de quo e ad ordinare la reintegrazione del lavoratore (con le conseguenze di cui all’18 Stat. Lav. ante riforma), liquidava al ricorrente la somma di cinquemila euro a titolo di danno morale per i comportamenti vessatori che aveva subito e che avevano trovato riconoscimento anche in sede penale.

La Suprema Corte, a conferma della pronuncia d’appello, facendo proprie in gran parte le risultanze probatorie del processo penale nel quale il superiore era stato condannato per maltrattamenti, ha ritenuto che il comportamento del lavoratore, sanzionato con il licenziamento e configuratesi in un “mera minaccia” nei confronti del superiore, doveva essere interpretato e dunque ridimensionato alla luce del “capillare comportamento vessatorio” realizzato nei suoi confronti ed idoneo a lederne l’autocontrollo. In forza di tali elementi appariva sproporzionato ed illegittimo il provvedimento espulsivo emesso dal datore di lavoro. La conclusione della Suprema Corte risulta ancor più pertinente in considerazione della dimostrata consapevolezza da parte del datore del comportamento mobbizzante e costituente reato realizzato all’interno dell’azienda da un suo dipendente. Proprio tale conoscenza costituisce elemento chiave anche per determinare la responsabilità datoriale ai sensi e per gli effetti del combinato disposto degli artt. 2087 e 2049 c.c.

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Dal danno esistenziale al “danno dinamico-relazionale”

19 Ottobre 2013 di Alessandra Garibotti in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Cass. 23147/2013

A pochi giorni dalla pubblicazione della sentenza n. 22585/2013, di cui potete leggere un commento in http://www.lider-lab.sssup.it/lider/it/odp/in-evidenza/445-di-danno-esistenziale-non-e-piu-dato-discorrere-perche-il-biologico-e-sempre-un-danno-conseguenza.html, la Terza sezione civile insiste nell’affermazione della autonoma risarcibilità di pregiudizi consistenti nel peggioramento delle condizioni di vita quotidiane, non riconducibili ad un’autonoma categoria di danno ma ugualmente risarcibili.

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