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In evidenza

L’ILLEGITTIMITA’ DEL C.D. REDDITOMETRO

28 Febbraio 2013 di Tommaso Gasparro in Ricerca > News in evidenza

Con la pronuncia del 21 febbraio 2013, il Tribunale di Napoli - sez. dist. di Pozzuoli - ha accertato la nullità del D.M. n. 65648 del 24.12.2012 e l'illegittimità del c.d. redditometro per violazione del diritto alla riservatezza dei contribuenti.

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Il danno non patrimoniale da reato comprende anche "gli aspetti relazionali del vulnus"

27 Febbraio 2013 di Giovanni Pagano in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Cassazione Civile, sez. III, sentenza 8 gennaio 2013 n.194.

Con una breve ma interessante sentenza la Suprema Corte viene nuovamente chiamata ad esercitare la sua funzione di organo nomofilattico sul tema del risarcimento del danno non patrimoniale (conseguente in questo caso ad una sentenza penale di condanna), confermando che il danno esistenziale non costituisce una voce autonoma del danno non patrimoniale, sebbene gli aspetti "relazionali" della sofferenza debbano essere presi in considerazione ai fini della quantificazione del danno ex art. 2059 c.c.

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DANNO BIOLOGICO: SEGUIRE LE TABELLE MILANESI SALVO CIRCOSTANZE SPECIFICHE NE CONSENTANO L'ABBANDONO

18 Febbraio 2013 di Valeria Fargione in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

La Sezione VI della Corte di Cassazione, con ordinanza 4 Gennaio 2013 n. 134, si esprime come segue in ordine alla liquidazione del danno biologico: in assenza di criteri legali occorre fare riferimento alle Tabelle di Milano a meno che circostanze specifiche non giustifichino l’abbandono di tale criterio. Per le sentenze di merito nelle quali il giudice abbia liquidato il danno biologico adottando criteri diversi, “ tale difformità può essere fatta valere in sede di legittimità solo a condizione che la questione sia stata posta nel giudizio di merito”.

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Diffamazione a mezzo Facebook: accertato il reato, automatica la condanna a risarcire i danni morali

15 Febbraio 2013 di Giovanni Pagano in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Quale peso hanno i social network nelle relazioni sociali? Quanta importanza assume la reputazione di un individuo, o di una impresa, su internet?

Domande che fino a qualche tempo fa parevano appannaggio esclusivo di qualche sociologo avanguardista, oggi assumono una rilevanza preminente, soprattutto nell’ottica del risarcimento del danno (morale) conseguente alla diffamazione.

Il Tribunale di Livorno, con la sentenza n. 38912 del 31 dicembre 2012, una volta accertato il reato di diffamazione consumatosi attraverso l’uso del popolare social network, ha condannato la diffamatrice a «risarcire il danno sofferto dalla parte civile costituita, che [veniva liquidato] in euro 3,000,00 oltre interessi di mora al tasso legale dalla data [della sentenza]».

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IL VACCINO CAUSA L’AUTISMO. POST HOC ERGO PROPTER HOC: QUANDO IL DIRITTO COZZA CON LA SCIENZA

13 Febbraio 2013 di Benedetta Guidi in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Con la sentenza n. 148/2010 il Tribunale di Rimini ha condannato il Ministero della Salute a corrispondere ai genitori di un bambino affetto da autismo l’indennizzo di cui agli artt. 1 e 2 della legge 210/1992, compresa la corresponsione dell’«Una Tantum» di cui all’art. 2 comma 2 della medesima legge, per le complicanze irreversibili causate dalla vaccinazione trivalente (MPR), responsabile della malattia.

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LE «IMPRECISIONI» DELLA CARTELLA CLINICA NON ESCLUDONO IL NESSO FRA COLPA DEI SANITARI E DANNO

2 Febbraio 2013 di Benedetta Guidi in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

La Corte di Appello di Trieste, II sez. civile, con la sentenza n. 54/2013, è tornata ad occuparsi della questione già affrontata in primo grado dal Tribunale di Tolmezzo n. 177/2011, di cui era stata data notizia nel settembre 2011 (http://www.lider-lab.sssup.it/lider/it/odp/in-evidenza/301-nascita-indesiderata-condannata-la-struttura-sanitaria-al-risarcimento-del-danno.html).

In tale sentenza l’Azienda sanitaria locale era stata condannata dal giudice di prime cure a risarcire il danno da nascita indesiderata secondario ad erroneo intervento di sterilizzazione.

Tale sentenza, appellata dall’Azienda USL, è stata riformata negli stretti termini della sola riduzione della decorrenza degli interessi legali sul risarcimento.

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