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In evidenza

  • 26.03.13 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Corte D’Appello di Firenze, Sez. Lavoro, 12.2.2013.

    La Corte D’Appello di Firenze, Sezione lavoro, in un caso di demansionamento perpetrato a danno di un dirigente, ha accolto l’appello incidentale promosso dal lavoratore e, in parziale riforma della sentenza di primo grado, che non aveva personalizzato la somma riconosciuta a titolo di danno non patrimoniale, ha liquidato al lavoratore quale integrazione risarcitoria la somma ulteriore di € 60.000,00 rispetto a quella già riconosciutagli.

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  • 06.03.13 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Cass. Civ. Sez. III 1025/2013

    Con la lunga pronuncia in esame, la Corte di Cassazione torna sul tema del risarcimento del danno non patrimoniale da perdita del congiunto, fornendo un importante chiarimento in ordine all'estensione della platea dei soggetti legittimati a formulare domanda per il risarcimento di tale pregiudizio e riconoscendo tale diritto, a determinate condizioni, anche al coniuge separato.

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  • 27.02.13 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Cassazione Civile, sez. III, sentenza 8 gennaio 2013 n.194.

    Con una breve ma interessante sentenza la Suprema Corte viene nuovamente chiamata ad esercitare la sua funzione di organo nomofilattico sul tema del risarcimento del danno non patrimoniale (conseguente in questo caso ad una sentenza penale di condanna), confermando che il danno esistenziale non costituisce una voce autonoma del danno non patrimoniale, sebbene gli aspetti "relazionali" della sofferenza debbano essere presi in considerazione ai fini della quantificazione del danno ex art. 2059 c.c.

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  • 18.02.13 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    La Sezione VI della Corte di Cassazione, con ordinanza 4 Gennaio 2013 n. 134, si esprime come segue in ordine alla liquidazione del danno biologico: in assenza di criteri legali occorre fare riferimento alle Tabelle di Milano a meno che circostanze specifiche non giustifichino l’abbandono di tale criterio. Per le sentenze di merito nelle quali il giudice abbia liquidato il danno biologico adottando criteri diversi, “ tale difformità può essere fatta valere in sede di legittimità solo a condizione che la questione sia stata posta nel giudizio di merito”.

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  • 15.02.13 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Quale peso hanno i social network nelle relazioni sociali? Quanta importanza assume la reputazione di un individuo, o di una impresa, su internet?

    Domande che fino a qualche tempo fa parevano appannaggio esclusivo di qualche sociologo avanguardista, oggi assumono una rilevanza preminente, soprattutto nell’ottica del risarcimento del danno (morale) conseguente alla diffamazione.

    Il Tribunale di Livorno, con la sentenza n. 38912 del 31 dicembre 2012, una volta accertato il reato di diffamazione consumatosi attraverso l’uso del popolare social network, ha condannato la diffamatrice a «risarcire il danno sofferto dalla parte civile costituita, che [veniva liquidato] in euro 3,000,00 oltre interessi di mora al tasso legale dalla data [della sentenza]».

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Mediazione e sinistri stradali: il coordinamento tra le due discipline

5 Settembre 2012 di Elena Occhipinti in Mediazione > Giurisprudenza

In materia di risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, la condizione di procedibilità di cui all’art. 5 d.lgs. 28/10 e la condizione di proponibilità della domanda di cui all’art. 145, commi 1 e 2, d.lgs. 209/05 (c.d. Codice delle Assicurazioni), sono istituti che - ad avviso del Trib. Palermo, sez. Bagheria, 20 luglio 2012 - possono convivere. La raccomandata con la quale si chiede il risarcimento del danno alla compagnia di assicurazioni è imposta normativamente, ma non risulta diversa da tutte quelle altre raccomandate contenenti le più svariate richieste che normalmente precedono l’instaurazione di un giudizio. Come queste ultime (se relative a materie rientranti tra quelle assoggettate a mediazione obbligatoria), anche quella in tema di sinistri stradali deve essere seguita, in caso di silenzio o di risposta negativa del destinatario della richiesta extragiudiziale, dal procedimento di mediazione prima di potere (eventualmente) pervenirsi alla lite giudiziale.

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Trib. Palermo, sez. Bagheria, 20 luglio 2012

 

L' "età avanzata" della parte invitata in mediazione non ne giustifica la mancata partecipazione

5 Settembre 2012 di Elena Occhipinti in Mediazione > Giurisprudenza

Il Trib. Palermo, sez. Bagheria, 20 luglio 2012, non ritiene legittima la giustificazione addotta dalla parte convenuta che non è comparsa in mediazione in ragione dell' "età avanzata", atteso che - ad avviso del giudice - l'età della parte invitata non era tale da impedire la partecipazione presso un Organismo di mediazione, peraltro situato nelle vicinanze del luogo di residenza.

L'art. 8, comma 5, D. Lgs. 28/2012 prevede una misura a carattere sanzionatorio come è reso evidente dal fatto che il pagamento non viene ordinato in favore dell'attore ma in favore dello Stato. E proprio perché si tratta di una sanzione imposta dallo Stato e non di un rimborso all'attore delle spese per il contributo unificato, ad avviso del Tribunale di Palermo, non vi è la necessità che la valutazione del giudice sull'imposizione di tale sanzione venga fatta in sede di decisione sul regime delle spese di lite in sentenza, potendo egli - qualora disponga di sufficienti elementi per la valutazione - emettere anche prima la condanna in questione. 

Leggi il testo integrale dell'ordinanza di

Trib. Palermo, sez. Bagheria, 20 luglio 2012

 

Opposizione a decreto ingiuntivo: a chi spetta l’onere di introdurre la procedura di mediazione?

27 Luglio 2012 di Elena Occhipinti in Mediazione > Giurisprudenza

Nel contesto dell’opposizione al decreto ingiuntivo, “attore sostanziale” (e, dunque, chi agisce in giudizio, nei sensi di cui all’art. 5 comma I cit.) è il creditore e non il debitore che proponga opposizione. A carico di quest’ultimo un onere è configurabile solo in caso di domande in riconvenzione o verso terzi, ma non per il solo fatto di avere (dovuto) proporre l’opposizione. L’atto di opposizione, infatti, non costituisce una iniziativa processuale autonoma, ma la reazione difensiva all’impulso procedimentale altrui. Ad avviso del Trib. Varese, 18 maggio 2012 un’interpretazione differente, creerebbe uno squilibrio irragionevole ai danni del debitore che non solo subisce l’ingiunzione di pagamento a contraddittorio differito, ma nella procedura successiva alla fase sommaria viene pure gravato di un altro onere che, nel procedimento ordinario, non spetterebbe a lui. Pertanto, in caso di opposizione a decreto ingiuntivo, il soggetto tenuto ad attivarsi per evitare la declaratoria di improcedibilità, è la parte opposta, attore sostanziale e creditore effettivo.

Leggi il testo integrale di

Trib. Varese, 18 maggio 2012

 

Mancata partecipazione in mediazione e deduzione di argomenti di prova da parte del giudice

27 Luglio 2012 di Elena Occhipinti in Mediazione > Giurisprudenza

Il Trib. Roma, sez. Ostia, 5 luglio 2012, ritiene che, in base alle circostanze del caso concreto, gli argomenti di prova, che il giudice può trarre dalla mancata comparizione della parte chiamata in mediazione, a seconda dei casi possano costituire non solo integrazione di prove già acquisite, ma altresì unica e sufficiente fonte di prova.

Leggi il testo integrale di                       

Trib. Roma, sez. Ostia, 5 luglio 2012

 

Il verbale di conciliazione omologato come titolo idoneo per l’iscrizione d’ipoteca giudiziale

27 Luglio 2012 di Elena Occhipinti in Mediazione > Giurisprudenza

Ai sensi del comma 2 dell’art. 12 D. Lgs. 28/2010 il verbale di accordo omologato costituisce titolo idoneo per la costituzione d’ipoteca. Il Trib. Varese, prima sez., con decreto del 12 luglio 2012 ha precisato che la predetta previsione vada riferita all’accordo, anche eventualmente contenuto nel verbale, ma non ad atti diversi. Secondo il giudice di merito deve “prendersi atto di una norma speciale integrativa della disciplina di diritto comune che vincola l’interpretazione nel senso di ritenere l’iscrizione, per l’appunto, giudiziale, fermo restando che i dati di iscrizione devono essere riferiti all’accordo e non al decreto.

Conseguentemente il giudice di Varese ha ordinato al Conservatore dei registri immobiliari di provvedere all’iscrizione dell’ipoteca giudiziale come richiesta dal ricorrente.

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Trib. Varese, sez. I, 12 luglio 2012

 

Mediazione delegata: il giudice indica alle parti la tipologia di organismo a cui rivolgersi

26 Luglio 2012 di Elena Occhipinti in Mediazione > Giurisprudenza

Il Tribunale di Vasto, con ordinanza del 9 luglio 2012 ha invitato le parti alla conciliazione delegata, imponendo alle stesse di scegliere un organismo di mediazione “il cui regolamento non contenga clausole limitative del potere, riconosciuto al mediatore dall’art. 11, secondo comma, del D. Lgs. n. 28/10, di formulare una proposta di conciliazione quando l’accordo amichevole tra le parti non è raggiunto, in particolare restringendo detta facoltà del mediatore al solo caso in cui tutte le parti gliene facciano concorde richiesta, in quanto tali previsioni regolamentari frustrano lo spirito della norma – che è quello di stimolare le parti al raggiungimento di un accordo – e non consentono al giudice di fare applicazione delle disposizioni previste dall’art. 13 del citato decreto, in materia di spese processuali, così vanificandone la ratio ispiratrice, tesa a disincentivare rifiuti ingiustificati di proposte conciliative ragionevoli”.

Leggi il testo integrale di

Trib. Vasto, ord., 9 luglio 2012

 

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