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In evidenza

  • 12.12.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    L'improvvisa interruzione di fine ottobre del rapporto tra Amtrust, assicuratore dominante del ramo med-mal in Italia, ed il proprio distributore esclusivo, Trust Risk, è di quelle che fanno notizia[1]. Essa può costituire il detonatore per sbloccare un’impasse in questo ramo assicurativo da tempo in sofferenza[2], avviando una riforma.

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  • 12.12.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Tribunale di Milano18 novembre 2014, n. 13754 (est. dott. Borrelli)

     

    Poco più di un mese e mezzo fa avevamo dato notizia (http://www.lider-lab.sssup.it/lider/it/odp/in-evidenza/507-legge-balduzzi-il-nuovo-diritto-vivente-della-prima-sezione-del-tribunale-di-milano.html, e http://www.lider-lab.sssup.it/lider/it/odp/in-evidenza/504-2014-10-25-08-48-14.html) del consolidarsi di un nuovo diritto vivente nelle pronunce della Prima Sezione del Tribunale di Milano, che in ben tre sentenze aveva ritenuto di applicare alla lettera il rinvio all'art. 2043 c.c. contenuto nell'art. 3, co. 1, della L.189/2012, riconducendo la responsabilità sanitaria nell'ambito dell'illecito aquiliano, dopo che per quindici anni c'eravamo “abituati” alla teoria del contatto sociale.

    Nella sentenza che qui si commenta, la Quinta Sezione, invece, chiamata a esprimersi su di un caso di ritardo diagnostico di un'infezione oculare, ha preferito continuare nel solco della tradizione.

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  • 06.12.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Tribunale di Reggio Emilia, sent. 22 gennaio 2014

    La sentenza in esame si occupa di una vicenda che ha visto coinvolta una cavalla condotta, per sua sventura, ad una fiera.

    Durante le manifestazioni connesse ai festeggiamenti, il suo cavaliere, che non aveva adeguatamente assicurato la propria sella, cade rovinosamente a terra davanti a tutti.

    L’uomo se la prende dunque con l’animale iniziando a percuoterlo con calci e pugni al ventre ed al muso, tenendolo stretto per le briglie in modo da non lasciargli scampo. Il cavallo inizia ad indietreggiare spaventato dalle urla e dalle percosse, scivola nella vicina scarpata e muore.

    Il cavaliere viene accusato del reato di maltrattamenti verso animali e, in sede penale, patteggia.

    Si attiva dunque, sul piano civile, la Lega Anti Vivisezione (L.A.V.) quale soggetto qualificato portatore degli interessi lesi da reati che offendono il sentimento per gli animali, chiedendo al Tribunale di Reggio Emilia il risarcimento del danno non patrimoniale subito per effetto della condotta posta in essere dal crudele cavaliere.

    Il Giudice, riconosciuta la rilevanza penale della condotta, liquida a titolo di danno non patrimoniale a favore della L.A.V., la somma di € 3.000,00. Il danno viene determinato, in via equitativa, tenendo conto, nel bilanciamento degli elementi rilevanti, da un lato, dell'elemento attenuante dato dal maltrattamento e morte di un solo animale, dall'altro, con valenza aggravante, dall'essere avvenuto il fatto in luogo pubblico alla presenza di più persone e dalla risonanza avuta dallo stesso sulla stampa.

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  • 17.11.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Tribunale di Firenze, sent. 23 giugno 2014

    Il reato di stalking, previsto e punito all’art. 612 bis c.p., costituisce una delle ipotesi delittuose di maggiore attualità, sia per la sua recente introduzione nel nostro paese (avvenuta ad opera del D.L. 23 febbraio 2009, n. 11) sia e soprattutto per il notevole numero di casi, spesso elevati anche agli onori della cronaca, che lo hanno integrato.

    In disparte gli aspetti più propriamente “penalistici”, ciò che interessa scandagliare, dal punto di vista del civilista attento alle problematiche ricollegate al danno non patrimoniale, è proprio il precipitato che questa ipotesi di reato lascia sul tappeto del danno, con particolare riguardo all’aspetto liquidatorio dello stesso.

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  • 17.11.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Trib. Bergamo, sez. lavoro, sent. 6 agosto 2014

    «Mi danno fastidio. Parlano diversamente, si vestono diversamente, si muovono diversamente, è una cosa assolutamente insopportabile. È contro natura».«Non assumerei mai un gay nel mio studio».  Queste alcune delle affermazioni rilasciate il 16 ottobre dello scorso anno dall'Avvocato Carlo Taormina durante la trasmissione radiofonica La Zanzara che gli sono costate una condanna per discriminazioneE' quanto emerge dalla sentenza 6 agosto 2014 della Sezione Lavoro del Tribunale di Bergamo.

    Il caso vedeva l'associazione Avvocatura per i diritti LGBTI Rete Lenford convenire in giudizio, dinanzi al Tribunale di Bergamo, l'avvocato Carlo Taormina, relativamente a dichiarazioni di carattere discriminatorio consistenti nell'avere più volte affermato, nel corso di una intervista radiofonica, di non voler assumere all'interno del proprio studio persone omosessuali.

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Niente danno catastrofale se la vittima non percepisce l’approssimarsi imminente della propria morte

10 Luglio 2014 di Francesca Bonaccorsi in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Con la sentenza n. 13537 del 2014 la Corte di Cassazione torna ad affrontare la complessa e sempre più dinamica tematica dei c.d. danni da morte, soffermandosi in particolare sul danno catastrofale.

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Quanto vale la morte del fratello consanguineo?

10 Luglio 2014 di Luca Molinari in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Con la sentenza in commento, il Tribunale di Arezzo si trova ad affrontare la problematica del danno da perdita del rapporto parentale.

In particolare, a seguito di un incidente stradale, veniva chiesto il risarcimento dei danni non patrimoniali in favore dei due fratelli consanguinei della vittima, mentre la compagnia assicuratrice convenuta eccepiva, tra l’altro, che tale risarcimento non fosse dovuto in virtù della mancanza di rapporto affettivo e di conoscenza intercorrente tra il de cuius e i fratelli.

Il Giudice, nella sentenza in commento, argomentando alla luce della particolare intensità del rapporto di fratellanza, ancorché unilaterale da parte di padre, ha ritenuto di non applicare il principio stabilito dalla sentenza della Corte di Cassazione sez. 3^ civ. 16.3.2012 n. 4253, prescindendo ai fini risarcitori dal requisito della convivenza.

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Differenza di premio sì, danno morale no dopo il declassamento Rc auto deciso dall’assicurazione.

9 Luglio 2014 di Ottavia Pizzo in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 13670/14 emessa il 23 aprile 2014, depositata il 16 giugno 2014.         

 

Nonostante l’ingiusta “retrocessione”, non si configura anche un danno non patrimoniale per il guidatore che ha difficoltà a stipulare una polizza a causa dell’attestato di rischio imbarazzante. Così ha statuito la Corte di Cassazione nel bizzarro ricorso in commento che vede come leitmotiv la richiesta di danni morali fondata sulla circostanza che molte Compagnie di Assicurazione si erano rifiutate di stipulare un contratto con un soggetto assegnato alla 18ma classe di merito.

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Quando il danno parentale è oggettivamente percepibile ai fini della decorrenza della prescrizione?

9 Luglio 2014 di Valentina Ceccarelli in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Trib. Verona 24 aprile 2014

La sentenza in commento risulta di particolare interesse in quanto analizza, con motivazione piuttosto ampia, le problematiche relative alla prescrizione del danno parentale, contestualizzando l’espressione dell’art. 2947 c.c. – “verificarsi del danno”- ad una fattispecie nella quale non può rilevarsi in modo oggettivo alcuna manifestazione esteriore del pregiudizio.

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Danno da autolesione dell’allievo (minore) di una scuola di sci ed onere della prova

20 Giugno 2014 di Corinna Daini in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Cassazione Civile, Sez. III, 17 febbraio 2014, n. 3612, Pres. Finocchiaro Mario

 

Con la sentenza 3612/2014, la Cassazione affronta ancora una volta il dibattuto tema della responsabilità dei precettori e dei maestri in caso di danno da autolesione dell’allievo, confermando l’orientamento giurisprudenziale prevalente secondo cui tale fattispecie deve inquadrarsi nell’ambito della responsabilità contrattuale.

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Il nesso causale nel danno da nascita indesiderata: il punto di vista del giudice penale

9 Giugno 2014 di Martina Gerbi in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Cassazione Penale, sez. IV, 17-03-2014, n. 12360

Con la sentenza in commento, la IV sezione penale della Corte di Cassazione, nel decidere del ricorso presentato contro una decisione della Corte d’Appello di Roma dal medico già condannato anche in primo grado dal Tribunale di Latina per il reato di lesioni personali colpose per avere “con colpa consistita in imperizia, negligenza ed imprudenza” omesso di diagnosticare ad una donna in gravidanza la patologia dalla quale risultava essere affetto suo figlio, si pronuncia in ordine ai criteri per l’accertamento della sussistenza del nesso causale tra omissione diagnostica e danno, ai fini del riconoscimento del diritto al risarcimento.

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