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In evidenza

  • 28.01.15 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Tribunale di Lecce 09.01.2015 n. 40

    La moglie ed i figli del dipendente Telecom Italia S.p.A. deceduto in seguito ad un incidente sul lavoro convenivano in giudizio, davanti al Tribunale di Lecce, l'impresa datrice di lavoro ed il responsabile tecnico ed il coordinatore tecnico del Centro Lavori presso il quale l'uomo prestava la propria attività, al fine di ottenere il risarcimento del danno biologico jure hereditatis patito dal de cuius, il risarcimento del danno biologico dai medesimi sofferto in conseguenza del sinistro, nonché del “danno da perdita parentale”.

    La sentenza nega agli attori il risarcimento del danno biologico a titolo personale, valutando a tal fine del tutto insufficienti le loro allegazioni documentali e, dunque, ritenendo inesistenti i presupposti per l'ammissione di una consulenza tecnica medico-legale (la quale, si legge in sentenza, “assumerebbe l'inammissibile funzione di strumento meramente esplorativo”).

    Agli attori la curia leccese riconosce, invece, sia il risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale (definito “esistenziale”), sia il risarcimento del danno biologico jure hereditatis, giudicando a quest'ultimo specifico fine il lasso di tempo intercorso tra la caduta (avvenuta alle ore 9,30 del mattino) ed il decesso del lavoratore (dichiarato alle ore 17,15 dello stesso giorno) “apprezzabile” ed idoneo a distinguere concettualmente l'evento lesivo (caduta) dalla conseguenza fatale[1].

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  • 14.01.15 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Corte di Cassazione, sez. III, 07.11.2014 n. 23791

    Con la pronuncia in commento, la Suprema Corte si trova ad esprimersi con riferimento alla legittimità della scelta della Corte d’Appello di Lecce che, in materia di RC auto, in accoglimento del gravame della compagnia assicuratrice, con sentenza del gennaio del 2011, aveva escluso la risarcibilità del danno da perdita della capacità lavorativa specifica a favore del giovane, poco più che diciottenne, privo di occupazione all’epoca dei fatti che non aveva dato prova della propria futura attività lavorativa.

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  • 18.12.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Corte di Cassazione, sez. III, 20.06.2014-07.11.2014 n. 23778

    Con la pronuncia in commento, la Suprema Corte di Cassazione torna a dare delle indicazioni in ordine alle tecniche di liquidazione del danno non patrimoniale alla persona ed alla loro effettiva compatibilità con il principio fondamentale in tema di illecito aquiliano cd. dell’unitarietà del danno non patrimoniale (richiamato attraverso una esplicita citazione delle cd. SS.UU. 2008).

    Lo fa per censurare la prassi –che si riscontra essere diffusa presso le corti di merito- di liquidare danno biologico e danno morale, di aumentare entrambi “per tenere conto delle specificità del caso concreto” e di liquidare, altresì, ulteriori somme a ristoro di differenti pregiudizi (nel caso di specie: “per tenere conto del danno alla vita di relazione, sessuale, estetico ed esistenziale”).

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  • 12.12.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    L'improvvisa interruzione di fine ottobre del rapporto tra Amtrust, assicuratore dominante del ramo med-mal in Italia, ed il proprio distributore esclusivo, Trust Risk, è di quelle che fanno notizia[1]. Essa può costituire il detonatore per sbloccare un’impasse in questo ramo assicurativo da tempo in sofferenza[2], avviando una riforma.

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  • 12.12.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Tribunale di Milano18 novembre 2014, n. 13754 (est. dott. Borrelli)

     

    Poco più di un mese e mezzo fa avevamo dato notizia (http://www.lider-lab.sssup.it/lider/it/odp/in-evidenza/507-legge-balduzzi-il-nuovo-diritto-vivente-della-prima-sezione-del-tribunale-di-milano.html, e http://www.lider-lab.sssup.it/lider/it/odp/in-evidenza/504-2014-10-25-08-48-14.html) del consolidarsi di un nuovo diritto vivente nelle pronunce della Prima Sezione del Tribunale di Milano, che in ben tre sentenze aveva ritenuto di applicare alla lettera il rinvio all'art. 2043 c.c. contenuto nell'art. 3, co. 1, della L.189/2012, riconducendo la responsabilità sanitaria nell'ambito dell'illecito aquiliano, dopo che per quindici anni c'eravamo “abituati” alla teoria del contatto sociale.

    Nella sentenza che qui si commenta, la Quinta Sezione, invece, chiamata a esprimersi su di un caso di ritardo diagnostico di un'infezione oculare, ha preferito continuare nel solco della tradizione.

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Onere della madre dimostrare che, se informata delle malformazioni, avrebbe abortito

21 Luglio 2014 di Alessandra Garibotti in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Cass. 12264/2014

Nella sentenza in commento la Terza Sezione Civile della Cassazione torna ad affrontare il tema del danno da nascita indesiderata. Il caso sottoposto al giudizio di legittimità riguarda la nascita di un bambino privo di due dita ed affetto da ipoaplasia congenita del femore sinistro, i cui genitori avevano chiesto il risarcimento del danno nei confronti della struttura sanitaria per il difetto di informazione circa la presenza di malformazioni fetali e per la non corretta esecuzione/interpretazione degli esami diagnostici eseguiti dalla madre durante la gravidanza. In entrambi i gradi del giudizio di merito la domanda era stata respinta, sulla base della considerazione, più scientifica che giuridica, che tale anomalia non era probabilisticamente apprezzabile nemmeno attraverso un esame ecografico eseguito correttamente (a differenza che nel caso in esame).

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Nessun danno da morte per il neonato deceduto a poche ore dalla nascita

21 Luglio 2014 di Elisa Serani in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Trib. Firenze 27 giugno 2014

La sentenza in commento affronta il delicato caso della quantificazione del danno non patrimoniale ravvisabile in capo al neonato che, a causa di una patologia contratta dalla madre, decede a poche ore dalla nascita.

Il Tribunale di Firenze non ritiene di poter individuare alcuna posta di danno risarcibile iure hereditario ai genitori della piccola.

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Il ricorso al criterio equitativo nella quantificazione del danno biologico da responsabilità medica

16 Luglio 2014 di Gabriele Tomei in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Tribunale di Firenze, sent. 5 maggio 2014, Dott. Luca Minniti

La sentenza in esame si inserisce nell'ambito di una tematica particolarmente discussa e controversa quale quella inerente il criterio di liquidazione del danno biologico conseguente a responsabilità medica, escludendo sia l’applicabilità delle tabelle della r.c. auto, il cui ambito di riferimento, com’è noto, è stato esteso alla responsabilità sanitaria dal c.d. Decreto Balduzzi, sia l'applicazione delle tabelle elaborate dal Tribunale di Milano.

Con una sentenza particolarmente innovativa, infatti, il Giudice Istruttore fiorentino ha deciso di far ricorso al criterio equitativo per risarcire il danno conseguente ad errato trattamento sanitario.

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L’insuccesso di un intervento chirurgico non è sempre addebitabile alla responsabilità dei medici

15 Luglio 2014 di Federico Russo in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Sentenza n. 1452 Tribunale di Firenze 8.05.2014.

Con la sentenza in commento, depositata in data 8 maggio 2014, il Tribunale di Firenze, in persona del Dott. Minniti, ha rigettato la domanda avanzata da un paziente nei confronti di due medici per ottenere il risarcimento a causa della commissione da parte dei sanitari di gravi errori professionali conseguenti a colpe e negligenze nell’esecuzione di un intervento chirurgico. La parte attrice, oltre ad affermare che il medico che gli aveva suggerito il tipo di intervento da eseguire la avrebbe rassicurata sulla buona riuscita dell’operazione, lamentava anche che lo stesso medico non aveva effettivamente partecipato all’intervento e che la parcella professionale pretesa fosse esagerata.

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Per la Suprema Corte il paziente che non segue le direttive del medico è corresponsabile dell’evento

15 Luglio 2014 di Benedetta Guidi in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Cassazione Civile, sez. III. Sentenza n. 11637/2014

A stabilirlo è la terza sezione della Corte di Cassazione la quale riformando i precedenti gradi di giudizio ha riconosciuto il ruolo concausale della condotta del paziente nella determinazione di una emorragia fatale per non aver eseguito i controlli secondo le prescrizioni mediche.

Il fatto riguarda il decesso di un uomo conseguente ad una complicanza emorragica provocata dalla somministrazione di dosi eccessive di un farmaco anticoagulante orale.

Il giudice di prime cure aveva riconosciuto la responsabilità del sanitario; la condanna veniva confermata nel successivo giudizio di appello, sebbene con un iter logico-giuridico diverso da quello del Tribunale.

Il Supremo Collegio ha ribaltato la situazione annullando con rinvio la decisione della Corte d’Appello di Milano, poiché accertato che il paziente effettuò i controlli ematici ad un intervallo temporale più ampio rispetto a quello prescritto dal medico, si deve riconoscere una responsabilità concorrente del de cuius. Peraltro a fronte di una pronuncia di primo grado che aveva indicato le ragioni per le quali il paziente era stato ritenuto responsabile nella misura di un terzo ai sensi dell’art. 1227 cc, senza che la corte territoriale avesse però diminuito la responsabilità del sanitario a causa della assoluta prevalenza ed autonomia causale. Il che è all’evidenza «una motivazione tautologica del tutto insufficiente , per non dire assente, perché il riconoscimento della sussistenza della responsabilità professionale del medico non implica per ciò solo, l’automatica esclusione di una eventuale responsabilità del paziente», rilevante ai sensi del già citato art. 1227.

 

La (mancata) prova del danno non patrimoniale nella errata segnalazione alla Centrale Rischi

15 Luglio 2014 di Giovanni Pagano in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Il Tribunale di Firenze (Sentenza del 10 aprile 2014 – Est. Liliana Anselmo), nella sentenza in commento, qualifica come “automatica conseguenza” la sussistenza di un danno patrimoniale da illegittima segnalazione alla Centrale Rischi di Banca d’Italia.

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