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In evidenza

  • 18.12.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Corte di Cassazione, sez. III, 20.06.2014-07.11.2014 n. 23778

    Con la pronuncia in commento, la Suprema Corte di Cassazione torna a dare delle indicazioni in ordine alle tecniche di liquidazione del danno non patrimoniale alla persona ed alla loro effettiva compatibilità con il principio fondamentale in tema di illecito aquiliano cd. dell’unitarietà del danno non patrimoniale (richiamato attraverso una esplicita citazione delle cd. SS.UU. 2008).

    Lo fa per censurare la prassi –che si riscontra essere diffusa presso le corti di merito- di liquidare danno biologico e danno morale, di aumentare entrambi “per tenere conto delle specificità del caso concreto” e di liquidare, altresì, ulteriori somme a ristoro di differenti pregiudizi (nel caso di specie: “per tenere conto del danno alla vita di relazione, sessuale, estetico ed esistenziale”).

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  • 12.12.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    L'improvvisa interruzione di fine ottobre del rapporto tra Amtrust, assicuratore dominante del ramo med-mal in Italia, ed il proprio distributore esclusivo, Trust Risk, è di quelle che fanno notizia[1]. Essa può costituire il detonatore per sbloccare un’impasse in questo ramo assicurativo da tempo in sofferenza[2], avviando una riforma.

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  • 12.12.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Tribunale di Milano18 novembre 2014, n. 13754 (est. dott. Borrelli)

     

    Poco più di un mese e mezzo fa avevamo dato notizia (http://www.lider-lab.sssup.it/lider/it/odp/in-evidenza/507-legge-balduzzi-il-nuovo-diritto-vivente-della-prima-sezione-del-tribunale-di-milano.html, e http://www.lider-lab.sssup.it/lider/it/odp/in-evidenza/504-2014-10-25-08-48-14.html) del consolidarsi di un nuovo diritto vivente nelle pronunce della Prima Sezione del Tribunale di Milano, che in ben tre sentenze aveva ritenuto di applicare alla lettera il rinvio all'art. 2043 c.c. contenuto nell'art. 3, co. 1, della L.189/2012, riconducendo la responsabilità sanitaria nell'ambito dell'illecito aquiliano, dopo che per quindici anni c'eravamo “abituati” alla teoria del contatto sociale.

    Nella sentenza che qui si commenta, la Quinta Sezione, invece, chiamata a esprimersi su di un caso di ritardo diagnostico di un'infezione oculare, ha preferito continuare nel solco della tradizione.

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  • 06.12.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Tribunale di Reggio Emilia, sent. 22 gennaio 2014

    La sentenza in esame si occupa di una vicenda che ha visto coinvolta una cavalla condotta, per sua sventura, ad una fiera.

    Durante le manifestazioni connesse ai festeggiamenti, il suo cavaliere, che non aveva adeguatamente assicurato la propria sella, cade rovinosamente a terra davanti a tutti.

    L’uomo se la prende dunque con l’animale iniziando a percuoterlo con calci e pugni al ventre ed al muso, tenendolo stretto per le briglie in modo da non lasciargli scampo. Il cavallo inizia ad indietreggiare spaventato dalle urla e dalle percosse, scivola nella vicina scarpata e muore.

    Il cavaliere viene accusato del reato di maltrattamenti verso animali e, in sede penale, patteggia.

    Si attiva dunque, sul piano civile, la Lega Anti Vivisezione (L.A.V.) quale soggetto qualificato portatore degli interessi lesi da reati che offendono il sentimento per gli animali, chiedendo al Tribunale di Reggio Emilia il risarcimento del danno non patrimoniale subito per effetto della condotta posta in essere dal crudele cavaliere.

    Il Giudice, riconosciuta la rilevanza penale della condotta, liquida a titolo di danno non patrimoniale a favore della L.A.V., la somma di € 3.000,00. Il danno viene determinato, in via equitativa, tenendo conto, nel bilanciamento degli elementi rilevanti, da un lato, dell'elemento attenuante dato dal maltrattamento e morte di un solo animale, dall'altro, con valenza aggravante, dall'essere avvenuto il fatto in luogo pubblico alla presenza di più persone e dalla risonanza avuta dallo stesso sulla stampa.

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  • 17.11.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Tribunale di Firenze, sent. 23 giugno 2014

    Il reato di stalking, previsto e punito all’art. 612 bis c.p., costituisce una delle ipotesi delittuose di maggiore attualità, sia per la sua recente introduzione nel nostro paese (avvenuta ad opera del D.L. 23 febbraio 2009, n. 11) sia e soprattutto per il notevole numero di casi, spesso elevati anche agli onori della cronaca, che lo hanno integrato.

    In disparte gli aspetti più propriamente “penalistici”, ciò che interessa scandagliare, dal punto di vista del civilista attento alle problematiche ricollegate al danno non patrimoniale, è proprio il precipitato che questa ipotesi di reato lascia sul tappeto del danno, con particolare riguardo all’aspetto liquidatorio dello stesso.

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La discriminazione razziale duplica il risarcimento del danno biologico

29 Maggio 2012 di Elisa Serani in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Trib. Varese, sez. dist. Luino, sent. 23-27 aprile 2012 n.31

Un senegalese sale sull’autobus e saluta i presenti, uno di loro, espressamente professandosi “razzista”, manifesta apertamente di non volersi veder rivolgere la parola da un uomo di colore. Nel corso del tragitto il “razzista” raggiunge telefonicamente i suoi compari che si danno appuntamento alla fermata dell’autobus dove scenderà l’extracomunitario. Appena sceso dal mezzo, il senegalese viene circondato e, per motivi puramente razziali, viene pestato a sangue dal gruppo di italiani.

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Danno da vaccinazione non obbligatoria: la Consulta conferma la necessità dell'indennizzo

29 Maggio 2012 di Martina Gerbi in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Con la sentenza n. 107 del 26.04.2012, la Corte Costituzionale torna a statuire l’incostituzionalità dell’art. 1, comma 1, della Legge 210 del 1992 -in tema di indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie- nella parte in cui tale disposizione non consente il riconoscimento del diritto all’indennizzo per le vittime di lesioni conseguenti a vaccinazioni non obbligatorie.

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Confermato il risarcimento del danno da diminuzione della capacità lavorativa al disoccupato

29 Maggio 2012 di Valentina Ceccarelli in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Corte di Cassazione, Sez. Terza, sent. del 6.03.2012 n. 3447

Con la sentenza in commento la Suprema Corte conferma la risarcibilità del danno futuro derivante dalla diminuzione della capacità lavorativa anche ad un soggetto disoccupato e ciò in applicazione dell’art. 4, III comma, della L. 39 del 1977, laddove è previsto che in tutti i casi in cui il danneggiato non sia un lavoratore dipendente o autonomo, ma sia comunque un soggetto potenzialmente idoneo a produrre reddito, il relativo risarcimento “non può esser inferiore a tre volte l’ammontare annuo della pensione sociale”.

In particolare nel caso di specie, a seguito di un sinistro stradale nel quale è stato riconosciuto un concorso di colpa, ai sensi dell’art. 2054, II comma, c.c., la trasportata aveva riportato, come accertato dai consulenti tecnici del giudice, un grado di “invalidità permanente, sotto l’aspetto lavorativo, nella misura del 50%”. Nonostante l’accertamento medico-legale, la Corte d’Appello aveva rigettato la domanda relativa al risarcimento per la diminuzione della capacità lavorativa futura, in quanto tale danno appariva non sufficientemente provato.

La Suprema Corte, in parziale accoglimento del ricorso, ha ritenuto che la sentenza impugnata non fosse sufficientemente motivata in ordine all’esclusione del risarcimento del danno futuro, non avendo, peraltro, tenuto conto delle consulenze tecniche in atti, secondo cui, tra l’altro, appariva “indubitabile un riverbero di grado lieve del complesso invalidante sulle capacità attitudinali della danneggiata”. Una volta, infatti, accertata la diminuzione della capacità lavorativa, secondo la Cassazione -la cui giurisprudenza risulta piuttosto pacifica sul punto- l’art. 4 della L. 39/1977 al terzo comma fornisce uno strumento di quantificazione -il triplo della pensione sociale- del relativo danno patrimoniale, valido proprio per quei soggetti privi di reddito, ma potenzialmente idonei a produrlo.

 

Il Gruppo art. 29 sulla proposta di riforma del quadro generale della tutela dei dati personali

17 Maggio 2012 di Violette Peigné in Ricerca > News in evidenza

Il Gruppo dell’articolo 29 ha adottato il 23 marzo scorso un’opinione sulle proposte relative al nuovo quadro giuridico europeo in materia di protezione dei dati presentate dalla Commissione europea il 25 gennaio 2012: Proposta di regolamento concernente la tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e la libera circolazione di tali dati (regolamento generale sulla protezione dei dati). Si tratta di un Regolamento, che andrà a sostituire la direttiva 95/46/CE, e di una Direttiva che dovrà disciplinare i trattamenti per finalità di giustizia e di polizia (attualmente esclusi dal campo di applicazione della direttiva 95/46/CE).

In generale, il Gruppo approva le disposizioni che adattano la tutela della persona alle evoluzioni sociali e tecnologiche, ma rileva la necessità di dare chiarimenti e miglioramenti.

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Anche il dipendente pubblico part-time può svolgere l'incarico di mediatore

15 Maggio 2012 di Elena Occhipinti in Mediazione > Giurisprudenza

La normativa in tema di mediazione non contiene riferimenti espliciti ai pubblici dipendenti e l'unico cenno è rintracciabile al c. 4 dell'art. 6 del D. M. 180/2010, dove, in materia di dichiarazioni rese al fine dell'iscrizione dei mediatori nelle relative sezioni del registro degli organismi di mediazione, prevede che "le violazioni degli obblighi inerenti le dichiarazioni previste dal presente articolo, commesse da pubblici dipendenti o da professionisti, iscritti ad albi o collegi professionali, costituiscono illecito disciplinare sanzionabile ai sensi delle rispettive normative deontologiche. Il responsabile è tenuto a informarne gli organi competenti”, accordando rilevanza all'ordinamento deontologico di appartenenza". Da tale previsione si era indirettamente dedotta l'ammissibilità del coinvolgimento dei pubblici dipendenti nell'espletamento dell'incarico di mediatore, in assenza però di indicazioni precise in ordine al regime delle incompatibilità.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, con circolare del 24 gennaio 2012, ha dunque precisato che la Pubblica Amministrazione possa accordare l'autorizzazione allo svolgimento di funzioni di mediazione laddove il pubblico dipendente non risulti assunto a tempo pieno e laddove l'oggetto dell'incarico non evidenzi situazioni di conflitto d'interesse, con la precisazione che l'incarico dovrà svolgersi al di fuori dell'orario di lavoro, eventualmente mediante utilizzo degli istituti contrattuali che disciplinano le assenze del personale, compatibilmente con le esigenze dell'amministrazione.

Leggi il testo integrale della circolare

Presidenza Consiglio dei Ministri, 24 gennaio 2012

 

World Technology Award 2013

14 Maggio 2012 di Lider Lab web staff in Laboratorio > News

La Prof.ssa Erica Palmerini ha ricevuto il World Technology Award 2013 per la categoria Law, un premio internazionale assegnato, all’interno di una rosa di finalisti, a quanti si distinguono per contribuire alla crescita e all’innovazione tecnologica in 30 diverse categorie. Il riconoscimento è stato annunciato durante una cerimonia tenutasi a New York il 15 novembre scorso, al termine di una conferenza a cui hanno partecipato i nominati di ogni categoria, chiamati a presentare le loro ricerche e il loro contributo allo sviluppo tecnologico, e numerosi altri delegati. La procedura di individuazione dei candidati avviene tramite il World Technology Network, una comunità composta dai membri selezionati attraverso le precedenti edizioni del premio.

 

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