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In evidenza

  • 21.07.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Cass. 13654/2014

    Nella sentenza in commento la Terza Sezione Civile della Cassazione analizza il tema della risarcibilità del danno per perdita del prossimo congiunto in favore del convivente more uxorio, sotto un duplice profilo.

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  • 21.07.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Cass. 12264/2014

    Nella sentenza in commento la Terza Sezione Civile della Cassazione torna ad affrontare il tema del danno da nascita indesiderata. Il caso sottoposto al giudizio di legittimità riguarda la nascita di un bambino privo di due dita ed affetto da ipoaplasia congenita del femore sinistro, i cui genitori avevano chiesto il risarcimento del danno nei confronti della struttura sanitaria per il difetto di informazione circa la presenza di malformazioni fetali e per la non corretta esecuzione/interpretazione degli esami diagnostici eseguiti dalla madre durante la gravidanza. In entrambi i gradi del giudizio di merito la domanda era stata respinta, sulla base della considerazione, più scientifica che giuridica, che tale anomalia non era probabilisticamente apprezzabile nemmeno attraverso un esame ecografico eseguito correttamente (a differenza che nel caso in esame).

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  • 21.07.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Trib. Firenze 27 giugno 2014

    La sentenza in commento affronta il delicato caso della quantificazione del danno non patrimoniale ravvisabile in capo al neonato che, a causa di una patologia contratta dalla madre, decede a poche ore dalla nascita.

    Il Tribunale di Firenze non ritiene di poter individuare alcuna posta di danno risarcibile iure hereditario ai genitori della piccola.

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  • 16.07.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Tribunale di Firenze, sent. 5 maggio 2014, Dott. Luca Minniti

    La sentenza in esame si inserisce nell'ambito di una tematica particolarmente discussa e controversa quale quella inerente il criterio di liquidazione del danno biologico conseguente a responsabilità medica, escludendo sia l’applicabilità delle tabelle della r.c. auto, il cui ambito di riferimento, com’è noto, è stato esteso alla responsabilità sanitaria dal c.d. Decreto Balduzzi, sia l'applicazione delle tabelle elaborate dal Tribunale di Milano.

    Con una sentenza particolarmente innovativa, infatti, il Giudice Istruttore fiorentino ha deciso di far ricorso al criterio equitativo per risarcire il danno conseguente ad errato trattamento sanitario.

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  • 15.07.14 Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza

    Sentenza n. 1452 Tribunale di Firenze 8.05.2014.

    Con la sentenza in commento, depositata in data 8 maggio 2014, il Tribunale di Firenze, in persona del Dott. Minniti, ha rigettato la domanda avanzata da un paziente nei confronti di due medici per ottenere il risarcimento a causa della commissione da parte dei sanitari di gravi errori professionali conseguenti a colpe e negligenze nell’esecuzione di un intervento chirurgico. La parte attrice, oltre ad affermare che il medico che gli aveva suggerito il tipo di intervento da eseguire la avrebbe rassicurata sulla buona riuscita dell’operazione, lamentava anche che lo stesso medico non aveva effettivamente partecipato all’intervento e che la parcella professionale pretesa fosse esagerata.

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Uccisione del convivente: risarcito il danno non patrimoniale e il danno per perdita di chance

21 Luglio 2014 di Alessandra Garibotti in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Cass. 13654/2014

Nella sentenza in commento la Terza Sezione Civile della Cassazione analizza il tema della risarcibilità del danno per perdita del prossimo congiunto in favore del convivente more uxorio, sotto un duplice profilo.

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Onere della madre dimostrare che, se informata delle malformazioni, avrebbe abortito

21 Luglio 2014 di Alessandra Garibotti in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Cass. 12264/2014

Nella sentenza in commento la Terza Sezione Civile della Cassazione torna ad affrontare il tema del danno da nascita indesiderata. Il caso sottoposto al giudizio di legittimità riguarda la nascita di un bambino privo di due dita ed affetto da ipoaplasia congenita del femore sinistro, i cui genitori avevano chiesto il risarcimento del danno nei confronti della struttura sanitaria per il difetto di informazione circa la presenza di malformazioni fetali e per la non corretta esecuzione/interpretazione degli esami diagnostici eseguiti dalla madre durante la gravidanza. In entrambi i gradi del giudizio di merito la domanda era stata respinta, sulla base della considerazione, più scientifica che giuridica, che tale anomalia non era probabilisticamente apprezzabile nemmeno attraverso un esame ecografico eseguito correttamente (a differenza che nel caso in esame).

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Nessun danno da morte per il neonato deceduto a poche ore dalla nascita

21 Luglio 2014 di Elisa Serani in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Trib. Firenze 27 giugno 2014

La sentenza in commento affronta il delicato caso della quantificazione del danno non patrimoniale ravvisabile in capo al neonato che, a causa di una patologia contratta dalla madre, decede a poche ore dalla nascita.

Il Tribunale di Firenze non ritiene di poter individuare alcuna posta di danno risarcibile iure hereditario ai genitori della piccola.

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Il ricorso al criterio equitativo nella quantificazione del danno biologico da responsabilità medica

16 Luglio 2014 di Gabriele Tomei in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Tribunale di Firenze, sent. 5 maggio 2014, Dott. Luca Minniti

La sentenza in esame si inserisce nell'ambito di una tematica particolarmente discussa e controversa quale quella inerente il criterio di liquidazione del danno biologico conseguente a responsabilità medica, escludendo sia l’applicabilità delle tabelle della r.c. auto, il cui ambito di riferimento, com’è noto, è stato esteso alla responsabilità sanitaria dal c.d. Decreto Balduzzi, sia l'applicazione delle tabelle elaborate dal Tribunale di Milano.

Con una sentenza particolarmente innovativa, infatti, il Giudice Istruttore fiorentino ha deciso di far ricorso al criterio equitativo per risarcire il danno conseguente ad errato trattamento sanitario.

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L’insuccesso di un intervento chirurgico non è sempre addebitabile alla responsabilità dei medici

15 Luglio 2014 di Federico Russo in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Sentenza n. 1452 Tribunale di Firenze 8.05.2014.

Con la sentenza in commento, depositata in data 8 maggio 2014, il Tribunale di Firenze, in persona del Dott. Minniti, ha rigettato la domanda avanzata da un paziente nei confronti di due medici per ottenere il risarcimento a causa della commissione da parte dei sanitari di gravi errori professionali conseguenti a colpe e negligenze nell’esecuzione di un intervento chirurgico. La parte attrice, oltre ad affermare che il medico che gli aveva suggerito il tipo di intervento da eseguire la avrebbe rassicurata sulla buona riuscita dell’operazione, lamentava anche che lo stesso medico non aveva effettivamente partecipato all’intervento e che la parcella professionale pretesa fosse esagerata.

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Per la Suprema Corte il paziente che non segue le direttive del medico è corresponsabile dell’evento

15 Luglio 2014 di Benedetta Guidi in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza

Cassazione Civile, sez. III. Sentenza n. 11637/2014

A stabilirlo è la terza sezione della Corte di Cassazione la quale riformando i precedenti gradi di giudizio ha riconosciuto il ruolo concausale della condotta del paziente nella determinazione di una emorragia fatale per non aver eseguito i controlli secondo le prescrizioni mediche.

Il fatto riguarda il decesso di un uomo conseguente ad una complicanza emorragica provocata dalla somministrazione di dosi eccessive di un farmaco anticoagulante orale.

Il giudice di prime cure aveva riconosciuto la responsabilità del sanitario; la condanna veniva confermata nel successivo giudizio di appello, sebbene con un iter logico-giuridico diverso da quello del Tribunale.

Il Supremo Collegio ha ribaltato la situazione annullando con rinvio la decisione della Corte d’Appello di Milano, poiché accertato che il paziente effettuò i controlli ematici ad un intervallo temporale più ampio rispetto a quello prescritto dal medico, si deve riconoscere una responsabilità concorrente del de cuius. Peraltro a fronte di una pronuncia di primo grado che aveva indicato le ragioni per le quali il paziente era stato ritenuto responsabile nella misura di un terzo ai sensi dell’art. 1227 cc, senza che la corte territoriale avesse però diminuito la responsabilità del sanitario a causa della assoluta prevalenza ed autonomia causale. Il che è all’evidenza «una motivazione tautologica del tutto insufficiente , per non dire assente, perché il riconoscimento della sussistenza della responsabilità professionale del medico non implica per ciò solo, l’automatica esclusione di una eventuale responsabilità del paziente», rilevante ai sensi del già citato art. 1227.

 

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