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23.01.12
Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza
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Cass. civ. Sez. lavoro sent., 21 aprile 2011 n.9238
Cass. civ. Sez. lavoro sent., 18 gennaio 2011 n.1072
Quando ci si ammala, viene scontato di pensare che prima o poi si guarirà. Così, nella normalità dei casi, a una lesione dell’integrità fisica segue uno stato morboso passeggero, cui può seguire la completa guarigione, oppure la permanenza di postumi.
Il sistema risarcitorio del danno biologico segue questo schema, prevedendo la possibilità di risarcire l’invalidità temporanea, per il periodo in cui la patologia è in essere, e l’invalidità permanente quando, terminato il percorso di guarigione, residuino tuttavia dei postumi, affidandosi, per la quantificazione dei punti d’invalidità, alle note tabelle. -
17.01.12
Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza
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CORTE DI CASSAZIONE, Sezione VI Civile, Sentenza 2 gennaio 2012, n. 9
Con la pronuncia in esame la Suprema Corte, in parziale riforma della sentenza della Corte di Appello di Catania, ha escluso il risarcimento dei danni non patrimoniali alla fidanzata che, a due giorni dalle nozze, ha sofferto la rottura ingiustificata della promessa di matrimonio.
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17.12.11
Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza
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Con il provvedimento in esame (Tribunale di Roma 13 settembre 2011), il Tribunale di Roma mette la parola fine ad una vicenda molto triste sotto il profilo umano, sebbene -quantomeno nei suoi tratti essenziali- certamente non infrequente nella prassi delle separazioni non consensuali tra coniugi con prole.
Nelle more del giudizio di separazione dal marito, una donna, già adusa ad ostacolare con ogni pretesto possibile, la frequentazione del padre da parte del proprio figlio, decideva di intraprendere una serie di azioni giudiziarie scientemente volte al fine di escludere il coniuge dalla vita del minore.
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05.12.11
Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza
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Consiglio di Stato, sez. V, 2 novembre 2011 n. 5844
Con la pronuncia in commento, la quinta sezione del Consiglio di Stato decide sulla richiesta di risarcimento del danno avanzata dai proprietari del terreno oggetto di un’illegittima occupazione da parte delle autorità comunali, riconoscendo loro, oltre al danno patrimoniale, anche il danno cd. morale.
Impegnata nella ricerca di un criterio di liquidazione che tenga debitamente conto delle pronunce della Consulta intervenute negli anni a sanzionare, con la dichiarazione di illegittimità costituzionale, criteri indennitari ritenuti lesivi del diritto fondamentale dell’uomo alla proprietà privata così come enunciato dalla Carta costituzionale e dalla C.E.D.U., la sentenza non presta, tuttavia, particolare attenzione ai profili probatori dell’illecito amministrativo sottoposto al suo esame, finendo per riconoscere il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale, pur in assenza di una qualsivoglia prova (anche presuntiva) della sua effettiva esistenza.
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25.11.11
Osservatorio sul Danno alla Persona >> In evidenza
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La Terza Sezione della Suprema Corte, nella sentenza in esame, a conclusione di un’estate caratterizzata da un’intensa attività in tema di danno alla persona, torna ad occuparsi in particolare del “danno morale”, evidenziando come nessuna delle più recenti pronunce giurisprudenziali abbia inteso cancellare tale voce di danno, avendo invece espresso la necessità di evitare, “attraverso una rigorosa analisi dell’evidenza probatoria”, duplicazioni risarcitorie.
Il danno biologico terminale e l’altalena dei risarcimenti
23 January 2012 WRITTENBY_INLINE in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza
Cass. civ. Sez. lavoro sent., 21 aprile 2011 n.9238
Cass. civ. Sez. lavoro sent., 18 gennaio 2011 n.1072
Quando ci si ammala, viene scontato di pensare che prima o poi si guarirà. Così, nella normalità dei casi, a una lesione dell’integrità fisica segue uno stato morboso passeggero, cui può seguire la completa guarigione, oppure la permanenza di postumi.
Il sistema risarcitorio del danno biologico segue questo schema, prevedendo la possibilità di risarcire l’invalidità temporanea, per il periodo in cui la patologia è in essere, e l’invalidità permanente quando, terminato il percorso di guarigione, residuino tuttavia dei postumi, affidandosi, per la quantificazione dei punti d’invalidità, alle note tabelle.
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Cour d'Appel de Paris, 31 Oct. 2011
18 January 2012 WRITTENBY_INLINE
Se nell'ordinamento italiano, all'indomani delle note sentenze dell'estate di San Martino 2008, le corti di merito si sono adoperate, nel rispetto del principio di unitarietà del danno non patrimoniale, a tradurre l'eventuale frammentazione descrittiva dei pregiudizi patiti dalla vittima in un'unica posta risarcitoria, in Francia un assetto frastagliato delle voci di danno alla persona è stato confermato dalla pubblicazione del Rapport Dintilhac.
Lo scioglimento della promessa di matrimonio: è dovuto il risarcimento del solo danno patrimoniale
17 January 2012 WRITTENBY_INLINE in Osservatorio sul Danno alla Persona > In evidenza
CORTE DI CASSAZIONE, Sezione VI Civile, Sentenza 2 gennaio 2012, n. 9
Con la pronuncia in esame la Suprema Corte, in parziale riforma della sentenza della Corte di Appello di Catania, ha escluso il risarcimento dei danni non patrimoniali alla fidanzata che, a due giorni dalle nozze, ha sofferto la rottura ingiustificata della promessa di matrimonio.
La mediazione su invito del giudice: i primi criteri applicativi
17 January 2012 WRITTENBY_INLINE
Il Tribunale di Varese, ord. 6 luglio 2011, si pronuncia su una serie di criteri applicativi relativi alla mediazione du invito del giudice.
Il giudice può invitare le parti a valutare la possibilità di un tentativo stragiudiziale di mediazione, in forza dell'art. 5, comma 3, d.lg. 28/2010, laddove taluni elementi della causa siano indicativi di una buona probabilità di chance di conciliazione. Tanto avviene, in particolare, dove la causa interessi, dal punto di vista soggettivo, due litiganti legati da un pregresso rapporto di origine familiare.
Il rifiuto dell'invito del giudice a valutare la possibilità di un tentativo stragiudiziale di mediazione è privo di conseguenze poiché il legislatore ha voluto che la scelta dei litiganti fosse libera e genuina, non influenzata dal timore di ricadute sfavorevoli nella futura decisione giurisdizionale; le parti devono, quindi, essere avvisate che del loro eventuale rifiuto il giudice non terrà conto nella decisione conclusiva del processo.
L'adesione all'invito del giudice a valutare la possibilità di un tentativo stragiudiziale di mediazione costituisce un'estrinsecazione del potere di cui all'art. 84, comma I, c.p.c. e quindi l'avvocato può pronunciarsi in merito ad essa, ferma restando la possibilità, per lo stesso, di ottenere un breve rinvio della causa per conferire con il proprio cliente ai fini di un'adesione all'invito più consapevole.
Un'interpretazione orientata alla salvaguardia della funzionalità dell'istituto impone, almeno per i fori inderogabili e per il caso della mediazione su invito del giudice, che il magistrato possa indicare l'ambito territoriale entro cui svolgere la mediazione.
Mediazione obbligatoria: contrasto giurisprudenziale in tema di usucapione
17 January 2012 WRITTENBY_INLINE in Mediazione > Giurisprudenza
Il Tribunale di Roma, sez. V, 22 luglio 2011, pur negando la possibilità di trascrivere nei registri immobiliari il verbale di conciliazione avente ad oggetto l'acquisto di un immobile mediante usucapione, afferma però l'obbligatorietà della mediazione nella materia de qua, rientrando l'istituto dell'usucapione nell'elencazione di cui all'art. 5, c. 1, D.Lgs. 28/2010.
Di contrario avviso è, invece, Tribunale di Varese, 20 dicembre 2011, il quale puntualizza che l’art. 5, c. 1, d.lgs. 28/2010 deve essere interpretato secundum constitutionem e deve, dunque, essere esclusa la mediazione obbligatoria là dove essa verrebbe imposta nella consapevolezza che i litiganti non potrebbero comunque pervenire ad un accordo conciliativo. L’incostituzionalità - afferma il giudice varesino - sarebbe evidente, in casi del genere, poiché verrebbe frustrata la stessa ratio dell’istituto: operare come un filtro per evitare il processo; ma se il processo non è evitabile, l’istituto diverrebbe un'appendice formale imposta alle parti con irragionevolezza (e, quindi, violazione dell’art. 3 Cost.). Nel caso delle azioni di usucapione, non potendo la sentenza essere surrogata dall’accordo, la mediazione non è, pertanto, da intendersi come obbligatoria.
Domanda riconvenzionale: esclusione della mediazione obbligatoria
30 December 2011 WRITTENBY_INLINE in Mediazione > Giurisprudenza
In relazione alla domanda riconvenzionale formulata dal convenuto non occorre il previo espletamento del procedimento di mediazione sia che essa ampli solo il "petitum", ma non anche l'oggetto della controversia, sia che essa ampli l'ambito della controversia rispetto a quelli che sono stati i confini della stessa in sede di procedimento di mediazione, investendo aspetti nuovi della lite. Leggi le argomentazioni di Trib. Palermo, 11 luglio 2011.
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